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 Arriva il Carnevale, il periodo più vivace dell’anno, sinonimo di sregolatezza e divertimento. In Sicilia questa festa è molto sentita, numerosi sono i comuni dove si organizzano importanti eventi.

Le origini di questa manifestazione folkloristica sono molto antiche ma, nonostante ciò, l’abitudine di celebrarla è ancora molto diffusa in Sicilia. Acireale, Sciacca e Termini, vantano noti e famosi carnevali.

Anticamente in Sicilia il Carnevale veniva definito “la sagra della risata”, i festeggiamenti si protraevano per più di un mese, durante il quale si poteva assistere a danze, riti propiziatori, cortei di maschere e Cassariate, ovvero sfilate di Landaus, carrozze dalle quali i nobili lanciavano alla folla confetti multicolore, che nel tempo vennero sostituite da carri in cartapesta.

Il carnevale di Acireale (CT), considerato il più bel carnevale di Sicilia, quest’ anno si svolgerà dal 31 gennaio al 17 febbraio con un programma ricco di appuntamenti. Sono previste sfilate di carri allegorici (realizzati in cartapesta con impianti di luci e movimenti meccanici), carri infiorati (i cui soggetti sono creati proprio con i fiori), esibizioni musicali, cabaret e inaugurazioni di diverse mostre, tra cui quella di Milo Manara, Tutti i CIAK della seduzione.

Il carnevale di Sciacca (AG), dal 14 al 17 febbraio, verrà inaugurato come da tradizione  dalla maschera di Peppe Nappa,  scelta come simbolo del carnevale saccense che darà il via  alla manifestazione carnascialesca con la tipica distribuzione di vino e salsiccia. Seguiranno carri allegorici, sfilate di gruppi mascherati, appuntamenti dedicati ai bambini con artisti di strada, personaggi dei cartoni animati e vari spettacoli musicali.

La festa si concluderà il martedì grasso con il momento più emozionante della manifestazione: il rogo di Peppe Nappa. Il pupo verrà piazzato al centro della piazza A. Scandaliato e bruciato mentre tutti i partecipanti danzeranno in un grande girotondo.

Il carnevale di Termini (PA), dall’8 al 17 febbraio, è il più antico della Sicilia, risale agli inizi dell’800 e ruota attorno alle due spettacolari maschere di u Nannu ca Nanna, che come da tradizione aprono i festeggiamenti.

U Nannu è un personaggio bassino e allegro, che alla mezzanotte del martedì grasso viene bruciato simboleggiando la fine dell’allegria e l’arrivo della Quaresima. Con la sua morte lascia il posto a Nanna, che proprio come la penitente Quaresima è “sicca e longa”.

Quest’anno la cerimonia di apertura sarà presentata da Vincenzo Canzone e seguiranno sfilate di carri, spettacoli di intrattenimento, tra cui una serata di cabaret con I Soldi Spicci e appuntamenti musicali che vedranno protagonisti i Tinturia.

Carnevale significa anche mangiare a crepapelle, infatti, il termine deriva dal latino Carnem Levare, che indica il divieto di mangiare carne per tutto il periodo della Quaresima.

Si moltiplicano ovunque i banchetti che presentano tante golosità, le più tipiche sono le teste di turco (frittelle ripiene di crema e uva passa), a’ pignoccata (dolcetti cucinati con farina, tuorli e zucchero, fritti nella sugna e conditi con miele e cannella) e le immancabili chiacchere (dolci a forma di striscia, fatte con un impasto di farina che viene fritto o cotto al forno e spolverato con zucchero a velo). Non possono mancare piatti salati come i maccheroni al ragù ed il minestrone del giovedì grasso, preparato con verdure, patate, fave, cipolle, prezzemolo e lardo di maiale privato di cotenna e tagliato a cubetti.