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Pesca di Leonforte IGP
Pesca di Leonforte IGP
La Pesca di Leonforte IGP è caratterizzata da una maturazione tardiva, favorita dalle peculiarità specifiche delle varietà coltivate e dalla pratica dell’insaccamento dei frutti sulla pianta.
Profumo intenso, colore giallo dorato e polpa dal gusto dolce e naturale, così si presenta la pesca di Leonforte prodotto di nicchia siciliano, dalle doti organolettiche speciali e dai colori e dai sapori inconfondibili che negli ultimi 30 anni è stato conosciuto e apprezzato da chiunque l’ha assaggiato.
La pesca tardiva di Leonforte, denominata La Settembrina, viene coltivata nei comuni di Leonforte, Enna, Calascibetta, Nissoria Assoro ed Agira, in provincia di Enna su una superficie di circa 200 Ha.
L’estensione non eccessiva, contrariamente a quanto si possa pensare, è uno dei punti di forza della produzione. Si tratta, infatti, di un prodotto di nicchia per il quale vanno apprezzate le caratteristiche di qualità a fronte di ogni altra considerazione che andrebbe fatta per altri tipi di prodotti.
Le piante vengono costantemente curate durante l’anno: si dà il rame agli alberi e l’olio bianco alle gemme, si potano i rami e si concima. L’irrigazione è giornaliera con degli impianti a goccia con acqua di sorgente e del fiume Crisa, qualità minerali adatte a questo tipo di coltivazione. A giugno, dopo l’ultima potatura iniziano ufficialmente i lavori per i frutti. Dopo l’insacchettamento si lasciano maturare le pesche durante tutta l’estate e solo a fine settembre avviene la raccolta. Con una leggera rotazione del picciolo si staccano i frutti uno per uno e poi si tolgono i sacchetti. Ogni frutto viene controllato accuratamente e poi messo in commercio. Ogni anno, la prima domenica di settembre, Leonforte festeggia la Sagra della Pesca e dei prodotti tipici.
La caratteristica che contraddistingue la Pesca di Leonforte dalle sue “concorrenti” è il periodo di maturazione: settembre, grazie soprattutto all’ “insacchettamento”. Il procedimento è stato “brevettato” negli Sessanta da un certo Pappalardo di Acireale che cercava di ovviare ai danni prodotti dai parassiti.
I primi pescheti nascono infatti a Leonforte negli anni Cinquanta sui terreni argillosi della Contrada Noce, ma dopo appena quattro anni la coltivazione viene abbandonata a causa della mosca mediterranea. Il rimedio arriva qualche anno dopo: il sacchetto di carta pergamenata in cui vengono avvolti i frutti 120-150 giorni prima della completa maturazione, protegge le pesche da parassiti e intemperie ed evita l’uso eccessivo di concimi di origine industriale. La pratica si diffonde rapidamente e così ricomincia la storia della pesca di Leonforte. A guadagnarne è il gusto, ma anche il profumo, l’aroma e la consistenza della polpa che rendono questo frutto praticamente ”unico”.
Cenni storici:
La comparsa del pesco nelle aree irrigue di Leonforte si fa risalire agli inizi del secolo scorso, quando singole piante di pesco erano coltivati per uso esclusivamente familiare tra gli agrumi tuttora presenti nelle aree irrigue del comprensorio in argomento e utilizzato come pianta per risarcire eventuali fallanze dell’agrumeto; il pesco, mantenendo pur sempre la sua prerogativa di prodotto destinato al consumo familiare, andò aumentando come numero di piante presenti negli agrumeti al punto che avendo la produzione complessiva di pesche superato, in qualche caso, il normale consumo familiare il produttore intraprese la via del mercato generale all’ingrosso ( a Catania) per la vendita delle quantità eccedenti.
Si arrivò così al dopoguerra quando la coltivazione del pesco subì una notevole brusca stasi dovuta all’insorgere di attacchi di parassiti animali (mosca della frutta) ai quali si pose rimedio negli anni che seguirono mediante il ricorso all’uso del sacchetto come metodo di difesa meccanica dalla mosca della frutta. Da allora la consuetudine non si è più persa. Un incremento “serio” delle superfici coltivate a pesco si ebbe alla fine degli anni sessanta ed agli inizi degli anni settanta, quando altri imprenditori seguirono la strada tracciata dai pionieri impiantando (ora in coltura specializzata) i frutteti.
Dagli anni settanta la Pesca di Leonforte rappresenta un motore importante per l’economia locale di quest’area della Sicilia. A questo prodotto è dedicata una Sagra annuale che si tiene ogni prima domenica di ottobre.

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